Stress e maternità

Lo stress può essere definito come la risposta psicofisica messa in atto dall’individuo per adattarsi a una situazione pericolosa o a compiti percepiti come eccessivamente impegnativi. Questo porta a un sovraccarico sia fisiologico che psicologico la cui intensità varia da un individuo all’altro, visto che ognuno ha una diversa capacità di percepire, reagire e sopportare lo stress.

Dal punto di vista fisico la reazione allo stress si associa ad una maggiore secrezione di ormoni, tra cui glucocorticoidi, catecolamine, ormone della crescita e prolattina. Questo processo ha come scopo quello di incrementare la mobilizzazione delle fonti energetiche dell’organismo e portare l’individuo ad affrontare questa sua nuova situazione.

Anche se esistono dei fattori di stress oggettivi (malattia/morte di persone vicine, rottura di relazioni, cambiamento di lavoro, problemi economici, trasferimenti, traslochi) è soprattutto il modo soggettivo di viverli che ne determina l’intensità. Questo permette di capire che lo stesso evento viene percepito, gestito, elaborato in modo diverso in base al carattere di ogni persona e al momento della vita in cui compare.

La situazione del presente infatti si presta a essere lo schermo su cui proiettare traumi inconsci legati al passato e non sufficientemente elaborati, che per ognuno (o per la stessa persona in momenti diversi) si presentano con differente intensità.

Lo stesso meccanismo sta alla base dello stress causato da eventi soggettivi, che in genere cioè non sono considerati stressanti: per esempio tutto ciò che riguarda la maternità.

Per certe donne può essere fonte di stress perché risveglia ansie e paure rimosse che emergono a partire da una situazione fisiologica, capace di riportare a galla vissuti e desideri conflittuali inconsci relativi alla sua storia utero-infantile.

Dunque, la domanda “se lo stress vissuto durante la gravidanza possa avere ripercussioni fisiche e/o emotive sul bambino” andrebbe riformulata. Infatti lo stress è solo la spia, la conseguenza dello sconvolgimento profondo che riguarda certe gravide: è soprattutto ciò che lo causa (e di cui spesso non si ha consapevolezza) che può essere nocivo per la salute del feto.

Lo stress, malgrado il suo correlato di alterazioni somatiche, può essere visto come un prezioso campanello di allarme che, se si cerca di sopprimere senza aver lavorato sulle cause che lo hanno provocato, rischia di ripresentarsi sia prima che dopo il parto e influenzare negativamente il rapporto con il bambino.

Referenze:

  1. Ranabir, 2011, Indian J Endocrinol Metab
  2. S. McEwen, 2008, Eur J Pharmacol

Dott. A. Dassano Linkedin

Dott. M. Marcone www.marcellamarcone.it

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