L’importanza dell’olfatto fin dalla vita intrauterina

L’olfatto è il senso addetto alla percezione della concentrazione delle molecole volatili presenti nell’aria. La sua interazione con il cervello permette di decodificare gli stimoli e trasformarli in percezione. Le cellule nervose che portano gli stimoli olfattivi arrivano allipotalamo e ad altre strutture cerebrali del sistema limbico* tramite vie nervose oggi ancora oggetto di studio. In questo modo alcuni odori possono facilitare la salivazione, la motilità gastro-intestinale oppure indurre nausea e vomito. Inoltre, l’olfatto è strettamente connesso al gusto, basti pensare che, quando si ha un raffreddore che “chiude” il naso, non si riesce a percepire il gusto dei cibi.  Se si pensa al legame dell’olfatto con il gusto si capisce che è funzionale alla digestione e alla assimilazione di cibi utili, e permette di evitare l’ingestione di sostanze potenzialmente dannose.

Negli animali l’olfatto svolge un ruolo fondamentale durante i riti dell’accoppiamento e della riproduzione, che sono infatti guidati dalla produzione di feromoni, molecole che richiamano il sesso opposto tramite uno stimolo olfattivo. In questo caso viene coinvolto un sistema olfattivo diverso conosciuto come il “naso sessuale” (o organo vomeronasale) che porta le sensazioni ad una diversa area del cervello rispetto alla tradizionale corteccia olfattiva, e precisamente in una zona che si pensa essere responsabile delle risposte emotive e dei “comportamenti innati”. Ad oggi, nella specie umana non si sa chiaramente quanto di questo organo sia rimasto funzionante e per quali meccanismi. E’ però sicuro che sia attivo nel feto e che il riconoscimento della propria madre da parte del neonato avvenga attraverso stimoli odorosi che lo aiutano ad avvicinarsi alla sua fonte di cibo con cui crea le prime forme di interazione

In utero le cellule olfattive iniziano a svilupparsi a 8 – 9 settimane di gravidanza (un mese e poco più di ritardo nella comparsa delle mestruazioni).

Nel liquido amniotico passano le molecole aromatiche dei cibi, che essendo percepite dal feto potrebbero influenzare le scelte alimentari del futuro bimbo. Il buon funzionamento del metabolismo degli alimenti (che condiziona poi la comparsa di obesità e patologie ad essa connesse) è determinato infatti dai primi 1000 giorni di alimentazione, che comprendono tutta la fase della gestazione.

Dunque le future scelte alimentari sono determinate sia dai desideri, gusti, disgusti della mamma durante la gravidanza, (che perciò andrebbero presi in considerazione) sia dal sistema odore – alimentazione – gratificazione che si crea nel sistema limbico e che può far scegliere gli alimenti non per reali esigenze alimentari.

*Il sistema LIMBICO è una parte del cervello che controlla le emozioni, il comportamento alimentare, quello sessuale e la memorizzazione.  Ecco perché spesso un particolare odore o profumo è connesso con emozioni e ricordi anche molto lontani nel tempo.

Dott. A. Dassano   Linkedin

Dott. G. Maggi

 

 

 

Lascia un commento