La depressione post partum

0
57

Una delle ragioni che affievolisce, fino a impedire, la capacità di entrare in sintonia col bambino e che fa della donna una “madre non sufficientemente   buona” è la depressione post partum, definita “il ladro che ruba la maternità'”.

La depressione post partum può manifestarsi in forma mascherata attraverso sintomi somatici come eccessiva stanchezza, disturbi neurovegetativi o legati all’alimentazione, intenso calo della libido; o con sintomi psichici che si differenziano da quelli del baby blues  per la loro persistenza e per la loro comparsa tardiva, anche alcuni mesi (12/18) dopo il parto: cattivo umore, tristezza, voglia di piangere, sensazioni di fallimento e inadeguatezza verso il proprio ruolo di madre, disinteresse per se stessa e per le attività prima gradite, incapacità di prendere decisioni, di assumersi le responsabilità del quotidiano, rifiuto di contatti sociali, eccessiva ansia per il figlio.

A volte la depressione post partum è messa in evidenza dai pediatri. Infatti dietro a una vasta sintomatologia del bambino non attribuibile a stati morbosi (atonia, problemi digestivi, respiratori, dermatologici, difficoltà ad addormentarsi, crisi di pianto prolungate, coliche, ritardi di crescita) si celano le difficoltà che vivono certe madri nella relazione col bebè.

Sono loro e non il bambino ad aver bisogno di aiuto, ma la percezione di non separazione e di confusione che vivono con il figlio le porta a attribuire a lui il malessere che continuano a nascondersi e di cui non vogliono prendere coscienza.

Per riuscire a superarlo é invece  necessario riconoscerlo e affrontarlo senza timore.

Dalla depressione post partum si può uscire se si abbandona l’infondata speranza che certi problemi si risolvano da soli col passare del tempo.

La psicoterapia offre alla donna un valido aiuto per elaborare le problematiche profonde che stanno alla base dei suoi sintomi; inoltre costituisce un’utile forma di psicoprofilassi per il bambino perché, come dimostrano numerosi studi, la vicinanza di una mamma depressa aumenta il rischio di sviluppare  turbe  affettive e/o cognitive.

 

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here