4 – Il dopo parto

Il periodo che segue la nascita di un bambino ė sempre assai complesso sotto l’aspetto psicologico e richiede molte energie alla neo mamma. Deve riprendersi dalle fatiche del parto che le ha tolto, in modo repentino, l’identità di donna incinta costruita lentamente durante i nove mesi di gravidanza e costruire giorno per giorno la relazione col neonato. Le fatiche poi aumentano se c’è anche un altro bambino da gestire.

“Ci sono volute diverse settimane prima di “vedermi” incinta, anche se dal primo giorno, per strada, ho “spiato” la mia silhouette nelle vetrine sperando di cogliere delle differenze. Poi la pancia ha cominciato a farsi notare, all’inizio appena un accenno, poi sempre più evidente. Anche questa volta, prima della gravidanza temevo di vedere il mio corpo modificarsi, mi chiedevo se mi sarei riconosciuta con la pancia… invece i cambiamenti sono avvenuti in modo così graduale e lento che mi sono abituata giorno per giorno a una nuova me stessa… quella che in poche ore il parto ha cancellato, lasciandomi di nuovo un interrogativo a cui non so rispondere: chi sono adesso che ho finito di essere la gravida degli ultimi nove mesi? Certamente non sono più la donna  che ero prima di essere incinta,  non solo perché la mia taglia al momento si è modificata… anche questa  gravidanza ha portato molti cambiamenti nel mio mondo interiore… come se facendo riemergere tanti aspetti della mia infanzia mi avesse resa più matura, più consapevole di essere ormai adulta, proprio io che pur essendo già mamma, negli ultimi tempi mi sono sentita tanto figlia, tanto bambina, tanto bisognosa di rassicurazione, di protezione…. io, che fino al momento del parto ero il centro dell’attenzione della mia famiglia, quasi quanto la mia prima bimba, dalla nascita del bebè mi sono sentita un po’ dimenticata…  in un momento in cui,  anche se sono felice,  mi sento spesso insicura, bisognosa di essere rassicurata che sono in grado di  soddisfare i bisogni sia della neonata che della bimba più grande, che deve abituarsi alla presenza di una sorellina con cui condividere l’affetto deilla famiglia.”

Quello di cui parla Rossella capita a molte donne, anche se l’intensità dei vissuti varia da una persona all’altra. È’ importante che anche l’ambiente circostante (compagno, familiari) sia consapevole di queste fisiologiche ma complesse dinamiche, per offrire alla neo mamma, e non solo al neonato, la giusta attenzione, fatta di accudimento, comprensione e pazienza. Aiutare la donna a affrontare i doveri quotidiani le permette di risparmiare tempo e energie per ritrovare se stessa e acquisire la sicurezza e la tranquillità necessarie per imparare a relazionarsi in modo piacevole con il proprio bambino. Per alcune donne questo avviene facilmente perché rappresenta la continuazione, l’evoluzione del rapporto che avevano stabilito durante la gravidanza. Per altre invece il parto rappresenta una cesura rispetto ai mesi precedenti, e evidenzia il gap esistente tra l’immagine del bambino, investita affettivamente durante l’attesa, e il bambino reale che hanno partorito, vissuto come uno sconosciuto, un estraneo.

Per tutte è fondamentale, al ritorno a casa, poter dedicare del tempo a se stesse e al proprio bambino cercando, almeno per un po’, di alleggerirsi dagli impegni del quotidiano e del lavoro. Potersi dedicare all’osservazione serena e tranquilla del bebé senza aver la mente rivolta a altre problematiche aiuta a imparare a conoscerlo, a essere in grado di soddisfarne i desideri al momento giusto, senza anticiparli e senza frustrarli. Significa gettare le basi per una relazione soddisfacente e solida che nel tempo si rivelerà anche più facile da gestire.