Cosa deve sapere la gravida che prende-sospende gli psicofarmaci?

Quando una donna è in cura con psicofarmaci (che assume perché affetta da disturbo bilopare, ossessivo compulsivo, stato depressivo o di ansia) e desidera avere un bambino come deve comportarsi? Continuare la terapia in atto o sospenderla?

E se invece uno di questi sintomi compare per la prima volta in gravidanza che cosa deve fare?

La scelta di come comportarsi non va fatta da sola ma con il ginecologo e lo psichiatra, che devono valutare attentamente ogni caso e spiegarle in modo chiaro e esaustivo a quali rischi/benefici va incontro nell’una o nell’altra situazione. Infatti solo la donna informata è in grado di scegliere, senza farsi influenzare da dicerie comuni che demonizzano il farmaco o al contrario lo vedono come un salvagente per ogni situazione.

In linea generale è utile che per la donna siano  chiari questi due aspetti:

1 – ormai molti studi dimostrano che una malattia psichiatrica non compensata influisce negativamente sul bambino sia per quanto riguarda la nascita che lo sviluppo psico-affettivo degli anni successivi. Per esempio è spesso correlata a problematiche materne (eclampsia, gestosi) oltre che a un maggior numero di nascite pretermine, di cesarei, di basso peso neonatale; nel periodo del post partum invece è l’attaccamento madre-bambino che può subire i maggiori danni, con tutte le conseguenze che ne possono derivare (cfr. alcuni aspetti della depressione materna sullo sviluppo del bebé) 

Se per certe donne con patologie psichiatriche la gravidanza può fungere da elemento protettivo, equilibrante, stabilizzante dell’umore tanto da permettere loro la sospensione degli psicofarmaci, nel puerperio invece (come  sottolineano molte casistiche) la possibilità che il sintomo possa ricomparire anche in forma grave è molto elevata se non si riprende la terapia.

2 – per quanto riguarda i farmaci, oggi è molto diminuito il rischio teratogeno: ovviamente non per tutti, per cui deve necessariamente essere lo psichiatra  a fare, in base alle problematiche della donna, una prescrizione “personalizzata”, che possa minimizzare i rischi e ottimizzare i benefici.

cfr.  Importanza della psicoterapia in gravidanza (di prossima pubblicazione)

Dott. Alice Dassano Linkedin

 

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