Cambiamenti nell’interazione col bebè nel primo semestre

Per molti genitori l’interazione col bambino diventa più facile a partire dal secondo mese in cui avvengono dei cambiamenti significativi.  Il  bebè diventa più attivo nell’osservazione del volto di chi lo avvicina e nel ricercare e mantenere, anche per periodi prolungati, il contatto visivo.

Il piccolo perde l’espressione neutra che aveva caratterizzato le prime settimane di vita e inizia a interagire rispondendo alle espressioni dei genitori con vocalizzi, movimenti della bocca, della lingua, delle mani.

Questi primi scambi sono caratterizzati dal fatto che i genitori, spesso inconsapevolmente, rispondono a questi comportamenti:  “rispecchiano” ossia imitano con precisione e riproducono i segnali prelinguistici emessi dal bambino (vocalizzi, sorrisi, movimenti della bocca) creando una sorta di conversazione. Ma non solo: li sottolineano, li mettono in evidenza considerandoli importanti, speciali, li ‘marcano’ con espressioni del viso e/o con osservazioni che esprimono approvazione e incoraggiamento.

Questo aspetto comunicativo è di fondamentale importanza nella creazione del legame: soprattutto il fatto di essere imitati pare divertire i piccoli,  che mantengono più a lungo l’interazione e che, grazie alla “risposta di rispecchiamento” del genitore, hanno la possibilità di sviluppare ed ampliare il loro comportamento.

È significativo il fatto che, se il genitore smette di interagire e di rispondere ai segnali del bambino e assume un’espressione immobile e distaccata pur continuando a guardarlo, il piccolo inizia a protestare e a esprimere disagio. Questo però non accade se il contatto si interrompe in modo più naturale, per esempio se distoglie la sua attenzione per parlare  con qualcuno o per osservare qualcosa.

Tra 3 e 5 mesi la capacità visiva del bambino migliora: se prima riusciva a mettere a fuoco ciò che si trovava a 20/30 centimetri, ora riesce a vedere all’incirca come un adulto. Questo lo porta a guardarsi intorno, a cercare di afferrare oggetti distanti allungando le braccia, a ‘studiare’ ciò che stringe in mano.

Anche l’interazione con il genitore si modifica, passando dal semplice contatto visivo che aveva come significato quello di  stare insieme, ad attività ludiche che  divertono il bambino. Si tratta di azioni che possono coinvolgere degli oggetti, che vengono avvicinati o allontanati, fatti sparire e ricomparire; giochi corporei (come fargli muovere gli arti o fargli il solletico); suoni che lo coinvolgono e che riproducono rumori caratteristici di animali o oggetti.

Tutti questi cambiamenti che si notano a partire dalla fine del secondo mese, indicano che il piccolo si appresta ad uscire dalla fase di fusione con la madre, quella in cui la sentiva come parte di se stesso e non come persona diversa, staccata da lui. Se con la nascita era stato tagliato il cordone ombelicale, a livello psicologico la separazione dalla madre avviene lentamente, attraverso diverse tappe che  coinvolgono il bambino sia sotto l’aspetto affettivo che cognitivo.

 

cfr. L. Murray  Le prime relazioni del bambino, Cortina

 

Dott. M. Marcone. Milano

www.marcellamarcone.it

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