Aspetti emotivi della gravidanza (5)

Molte donne notano, fin dell’inizio della gravidanza, di essere soggette a frequenti mutamenti dell’umore e dicono di avere difficoltà a controllare le proprie reazioni. In certi casi si accorgono di allontanare, come se fossero diventate insensibili, certi avvenimenti che  fino a poche settimane prima le coinvolgevano emotivamente. Pur rendendosi conto dell’assurdità della situazione, qualcosa le spinge ad accantonarli come per evitare che eventi esterni amareggino un momento così bello e intimo come la loro gravidanza. In altri casi riconoscono di dare eccessiva importanza a situazioni, anche banali, che smuovono dentro di loro una forte emotività tanto da non riuscire a trattenere le lacrime, anche se poi magari si vergognano e si sentono ridicole.

Lara racconta:

“Quando il mio capo mi ha comunicato che dopo il congedo per maternità le mie mansioni sarebbero cambiate e avrei perso la parte del lavoro che più mi piace, mi sono accorta di non aver provato nessuna particolare emozione, come se la cosa riguardasse qualcun altro. Razionalmente mi rendo conto che non sarà facile investirmi con altrettanto interesse in qualcos’altro ma dal punto di vista emotivo non provo nulla, come se la cosa non mi riguardasse. Ieri sera invece, guardando un film alla televisione, mi sono commossa seguendo la storia di un cane che, morto il padrone, si è lasciato morire nonostante qualcuno si occupasse di lui. Piangevo come se mi fossi trovata io sola e inerme, senza riuscire a spiegarmi cosa mi stesse capitando.”

Non tutte le donne incinte vivono lo stesso coinvolgimento emotivo sulla gravidanza.

Per alcune ciò che non ha attinenza con il loro stato è vissuto con un certo distacco perché appare di secondaria importanza,  fino a diventare poco interessante e faticoso, troppo lontano da loro per meritare il giusto interesse. Questo mutamento che la gravidanza ha portato nella loro vita (soprattutto nella loro percezione della realtà) e che le aiuta a prevedere le modificazioni della quotidianità che apporterà la nascita del bambino, non è però esente da rischi. Un eccessivo disinvestimento di ciò che le circonda potrebbe infatti acuire l’inevitabile gap tra il bambino reale e le fantasie/illusioni con cui hanno convissuto per nove mesi.

Altre donne invece continuano a vivere fino al momento del parto come se la gravidanza non avesse cambiato nulla nella loro vita e nella loro attività e soprattutto nei loro pensieri. Il rischio in cui possono incorrere, non avendo trovato il tempo e il modo di creare uno spazio mentale per il nascituro, è di essere travolte, dopo la nascita del bambino, da un improvviso cambiamento di vita e di abitudini, su cui non si erano mai soffermate a fantasticare.

Spesso  Il processo psico-biologico che la gestante sta vivendo influenza anche le sue percezioni e spiega perché la sua attenzione sia «calamitata» da tutto ciò che ha a che fare col suo stato: negozi di articoli infantili, riviste per l’infanzia, neomamme o gravide incontrate per la strada.

Ecco come Lara vive questa situazione:

Da quando sono incinta ho notevolmente ridotto i miei impegni di lavoro e dedico anche meno tempo ai miei hobby; spesso mi sento stanca e affaticata, come se questa fase della mia vita si stesse succhiando tutte le mie energie. A volte sono un po’ preoccupata di non ritrovare in me la donna attiva di prima, ma poi mi dico che quello che provo è naturale e non mi deve stupire: aspettare un bambino infatti significa, per dirla scherzosamente, essere in produzione per ventiquattro ore al giorno!

Prima di essere incinta ero entrata di rado in negozi di roba per bambini e sempre di fretta; ultimamente invece vi ho passato interi pomeriggi provando grande eccitazione a cercare, scegliere, comprare giocattoli, vestitini, tutte cose che mi avvicinano al mio bebè. Queste ore che gli dedico sono per me un modo di renderlo più reale, più vero, più tangibile. Mi rendo conto con un certo stupore che, mentre prima della gravidanza non notavo neanche i negozi di articoli infantili, ora ne scopro dappertutto, come se calamitassero il mio sguardo. La stessa cosa capita  anche nei confronti delle donne incinte o delle carrozzine che incontro in giro per la città; non ne ho mai viste tante, anche se so dalle statistiche che le nascite non sono aumentate, anzi!”

Floriterapia per accompagnare dolcemente le reazioni emotive alla gravidanza

Vediamo quali FIORI possono essere utili per vivere la situazione in maniera naturale e serena, fermo restando l’importanza di una scelta ad hoc per ogni persona, che può essere effettuata da uno specialista, attraverso test e colloqui.

FIORI PER LA STANCHEZZA:

  • Miscela di Fiori Australiani “Energy
  • Fiori di Bach: “Olive” per stanchezza fisica, “Hornbeam” per stanchezza mentale

FIORI PER L’INDIFFERENZA:

Clematis” per aiutare la futura mamma ad essere più “incarnata” nel momento presente, nel senso di riuscire a percepire concretamente questa esperienza, con le tutte le sue sfumature, evitando di rimanere quasi stupita nel momento in cui il bimbo effettivamente nascerà.

FIORI PER IL SENSO DI INADEGUATEZZA:

  • Miscela di Fiori Australiani “Self Confidance
  • Fiore di Bach “Larch

FIORI PER LASCIAR ANDARE LE PAURE:

  • Mimulus” paure concrete
  • Aspen” paure astratte

Red Chestnut” paura che possa accadere qualcosa al nascituro

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