L’ambra, spugna energetica per bonificare l’energia dell’ambiente

Abbiamo già parlato dell’uso dell’ambra per le sue capacità lenitive e analgesiche per mezzo del lento rilascio di acido succinico, a beneficio di chi la indossa (cfr. Ambra e antichi rimedi). I bambini, anche nella nostra vecchia Europa, sono tra i più ricorrenti utilizzatori di collanine d’ambra grazie alla conoscenza delle loro mamme, un sapere antico ora avvalorato dalla scienza che ha travalicato i secoli per arrivare intatto sino a noi. In oriente si creano ciucci e piccoli sonagli con questo prezioso materiale ma questa resina fossile millenaria, dalle sorprendenti qualità, può fare in effetti molto di più…

Oltre agli aspetti puramente ornamentali o votivi che, complice la sua bellezza, l’hanno vista essere materia prima ideale per suppellettili e gioielli, ovunque nel mondo l’ambra ha da sempre assunto anche il ruolo silenzioso di “spugna energetica” poiché è in grado di assorbire le frequenze pesanti (definite impropriamente energie negative nel linguaggio comune) siano esse ambientali o intrapersonali. Di fatto, assolvendo a questa funzione l’ambra assorbe ed elimina le frequenze disarmoniche facendosene carico, a vantaggio di chi la indossa o a beneficio di chi vive nell’ambiente in cui lei opera e bonifica.

Piccoli oggetti di ambra, posizionati ad esempio in un ingresso, in un ufficio dove vi è gran transito di persone – ciascuna con il suo carico emozionale ed energetico a volte denso di malumori e preoccupazioni – assorbono e “bonificano” l’energia ambientale a beneficio di tutti ma soprattutto di chi l’ambra la posizione accanto a sé a scopo protettivo. Nella casa in cui vivono bambini, o genitori apprensivi, l’ambra contribuisce a sanificare il clima generale.

A questo proposito, poiché quando “lavora” assorbe le energie pesanti come una spugna, sarà possibile vederla trasformarsi sotto i nostri occhi nel giro di pochi giorni o settimane. Nei casi in cui la persona stessa o l’ambiente che frequenta sia davvero molto carico di tensioni ed energie ostili, frutto di stress e malumori di una certa intensità, l’ambra inizierà ad opacizzarsi o creparsi fino a spaccarsi del tutto quando avrà raggiungo il “massimo” della capacità di assorbimento possibile: questo dipende anche dalla sua resistenza e dimensione, oltre che dalla qualità della resina che può essere più o meno “antica” e quindi resistente.

Anche gli scettici possono fare agilmente una prova, senza spendere un capitale, acquistando un pezzo di ambra grezzo grande come una moneta da due euro e tenendolo in tasca per qualche tempo o posizionandolo in una zona “calda” come una sala riunioni, il comodino di un paziente ospedalizzato, una cattedra, una scrivania in un ufficio a contatto con il pubblico, ecc… Senza averla scalfita né fatta cadere, la si vedrà mutare, cambiare colore, inaridirsi o creparsi. Nei casi più gravi, segno di un grande lavoro di assorbimento e pulizia effettuato dalla resina, l’ambra può spaccarsi in due o più pezzi senza che sia stata urtata in alcun modo! La cosa lascia strabiliati perché l’occidentale medio è abituato a considerare il mondo inanimato come inerte e non ragiona secondo la logica delle frequenze. Invece, tutto è energia e la materia non fa eccezione, ancor più quella organica come l’ambra che è vecchia svariati milioni di anni!

Per questo scopo, in genere si consiglia l’acquisto di pezzi di ambra grezza “da lavoro” ad un costo decisamente contenuto poiché gioielli e suppellettili preziosi finirebbero inevitabilmente per rovinarsi e sgretolarsi. Una volta esaurita, l’ambra può essere restituita alla Terra senza troppi pensieri (interrandola in giardino, lasciandola in un fiume…) con gratitudine, perché continui il suo ciclo vitale.

Dott.ssa Alba D’Agostino – www.nonsoloreiki.it

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