Il cibo: come e perché compare nei sogni delle gravide

Durante la gravidanza il tema cibo è molto presente, sia per quanto riguarda le regole alimentari a cui la gravida dovrebbe attenersi, sia per i disturbi gastro-intestinali che spesso accompagnano i primi mesi.

Vari studi antropologici compiuti in diverse parti del mondo descrivono regole alimentari ben precise che le donne incinte devono seguire, per partorire senza difficoltà o per far nascere un bambino in perfetta salute. Anche nella nostra società una corretta nutrizione è finalizzata, oltre che allo sviluppo del bambino, anche al benessere della madre. Sono superati i tempi in cui le gravide venivano esortate a “mangiare per due”, mettendo  a rischio la loro salute (oltre alla loro linea, che difficilmente recuperavano dopo il parto) e anche quella del neonato, mangiando in modo sconsiderato e eccessivo.

Dal momento che il cibo è un tema molto presente in gravidanza, è comprensibile che compaia spesso nel contenuto manifesto di certi sogni delle donne in attesa (cfr. I sogni in gravidanza).

Sogni in cui il cibo non è solo visto come nutrimento ma soprattutto che rappresenta /sostituisce il bambino, come illustra il racconto di alcune gravida che parlano di questo argomento:  “ho sognato che nell’ecografia al posto del  bambino vedevo una bella mela rossa…che  mi sedevo a tavola e mi veniva presentato un piatto con del cibo a forma di embrione… che andavo a fare la spesa e mettevo nel carrello delle pere, poi però mi accorgevo che erano dei bambini piccolissimi…che toglievo il pane dal forno e mi ritrovavo ad avere in mano un bebè…”

Ma c’è un motivo, a livello profondo, per cui  questa analogia cibo/bambino che compare nei sogni si presenti più spesso in gravidanza che in altri momenti della vita?

La confusione tra il cibo e il bambino avviene più spesso in questo periodo in quanto legata alla fisiologica e inconsapevole regressione allo stato infantile della donna incinta. Questo significa che aspettando un bambino torna bambina, ossia “ammorbidisce” quelle barriere tra i diversi strati della sua psiche che impedivano ai contenuti più profondi di emergere e di raggiungere la coscienza. A livello inconscio, il modo di pensare infantile (che esiste anche nell’adulto, seppure rimosso e quindi non riconoscibile) spiega la gravidanza come se derivasse dalla fecondazione orale, come sottolineato anche dalle favole in cui il restare incinta avveniva in seguito all’ingestione di certi cibi. La confusione tra cibo e bambino dunque riporta alle teorie sessuali infantili,  non solo di fecondazione ma anche di nascita. L’interno del corpo infatti è immaginato come una cavità indifferenziata, un tubo che ha come estremità la bocca e l’ano, dove non c’è distinzione tra l’apparato gastrointestinale e quello uro-genitale e da dove il cibo e i bambini fuoriescono come escrementi. La gravidanza dunque è legata all’ingestione e la nascita all’evacuazione.

Fare sogni su questo argomento riporta perciò la donna al periodo della prima infanzia (in particolare dai 3 ai 5 anni) in cui, bambina,  si era posta il quesito di come avvenisse la nascita. Sognare le permette di rielaborare i vissuti legati alla sua esperienza e riattivati dalla gravidanza: di soddisfazione/insoddisfazione delle spiegazioni avute su questo argomento o legati alla nascita di un fratello/sorella o al rapporto con donne incinte affettivamente importanti nella sua vita.

Dott. M. Marcone  www.marcellamarcone.it

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