Nausea e vomito in gravidanza (8)

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 “Essere incinta mi sembra una cosa meravigliosa e allo stesso tempo incredibile. Accetto di buon grado i sintomi, anche le nausee delle prime settimane: è uno stato fisico che mi permette di rendermi conto di aspettare realmente un bambino. Addirittura i giorni in cui sto bene sono quasi  preoccupata. Mi viene il dubbio che qualcosa nella mia gravidanza non proceda regolarmente. In genere i sintomi si presentano fin dal momento del risveglio con un senso di nausea per qualsiasi tipo di cibo: anche le cose che prima della gravidanza mi piacevano di più in questo periodo mi ripugnano, tanto che a volte mi capita di digiunare.  La situazione però non migliora perché a stomaco vuoto la voglia di vomitare è ancora più intollerabile; eppure cerco di trattenermi come se avessi paura di lasciarmi andare. Una volta, mentre controvoglia cercavo di mangiare una fetta di carne, non sono riuscita a controllarmi e ho cominciato a vomitare. Non ricordo più nulla di quel momento: per un attimo, che mi è parso un’eternità, mi è sembrato di aver perso tutti i contatti con l’esterno. Mi sono ritrovata distesa su di un divano, sudata, stravolta, con accanto mio marito che cercava di rincuorarmi. Era capitato l’episodio che temevo e che fino ad allora avevo considerato irreparabile, e invece mi aveva lasciato una sensazione di sollievo, di distensione, tanto che mi chiedevo perchè a tutti i costi cercassi sempre di non vomitare. Forse per costringermi a digiunare tutto il giorno? Anch’io, come tante donne incinte, temevo che l’aumento di peso rovinasse irrimediabilmente la mia linea?

La paura di vomitare mi riporta alla mente tanti ricordi di infanzia in cui il vomito è stato un sintomo ricorrente. Da bambina sono stata soggetta a crisi di acetone e avrei dovuto seguire una dieta abbastanza rigida. Io ero così golosa e ingorda che non volevo ammettere che certi alimenti mi facessero male, tanto che ne mangiavo avidamente di nascosto per non farmi scoprire. Ricordo per esempio che, se sapevo che in casa c’erano dei dolci,  rovistavo ovunque mentre mia madre era fuori e, se riuscivo a trovarli, li mangiavo tutti senza controllarmi. Ovviamente alla fine vomitavo ed ero costretta a confessare la mia marachella. La cosa peggiore era che al malessere fisico si aggiungevano le sgridate di mia madre, che invece di prestarmi le amorevoli cure che avrei preteso, mi sgridava perché era quello che mi meritavo!

Il vomito era dunque l’espressione della mia colpevolezza e la mia condanna, mi lasciava il mal di testa, q  una forte debolezza e soprattutto una mamma molto nervosa perché avevo di nuovo disubbidito.”

È interessante notare che un sintomo tipico  della gravidanza (cfr. Perchè sintomi gastrointestinali in gravidanza?) è associato per Lara, a una situazione “di compromesso” che la riporta al periodo dell’ infanzia. Allora il vomito era l’espressione di un desiderio (mangiare i dolci)  e dei sensi di colpa  quando disubbidiva al divieto di farlo.

Il tentativo di controllarsi per non vomitare durante la gravidanza diventa dunque un modo per evitare di riprovare i sensi di colpa di allora, che la facevano sentire in conflitto con la sua mamma.

Per la donna infatti il buon rapporto con la madre (intesa oltre che come madre del presente anche e soprattutto come immagine materna che porta dentro di sè) è fondamentale sia per riuscire a iniziare una gravidanza che per portarla a termine in modo sereno è fisiologico.

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