Infertilità e sterilità

Quando una coppia cerca per un certo periodo di tempo una gravidanza senza risultati, comincia a chiedersi le ragioni di questo insuccesso e soprattutto si inizia a fare domande sulla propria fertilità.

Inizia quindi una ricerca sul come capire se si è sterili, se si hanno problemi di infertilità, se queste difficoltà possano essere risolte e via dicendo.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (OMS), una coppia viene considerata infertile nel momento in cui non riesca a concepire dopo circa un anno di rapporti regolari, mirati e non protetti.

L’infertilita’, che dall’OMS viene considerata una vera e propria patologia, riguarda circa il 15% delle coppie e generalmente si ripartisce in maniera equa tra i componenti della coppia.

Nel momento in cui una coppia abbia già avuto figlio, ma non riesce ad averne altri, si può dire che è di fronte a un problema di infertilità secondaria.

Sempre secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), la sterilità femminile o maschile invece riguarda le coppie affette da una patologia irreversibile o che rimangono non fertili anche dopo aver seguito un iter diagnostico e terapeutico esauriente e svolto in un tempo ragionevole. Quando la sterilità è una condizione permanente non resta che rivolgersi alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA).

Chi vive problemi procreativi (o si occupa di essi), non dovrebbe mai sottovalutare il profondo disagio che affligge la coppia, e che assume aspetti diversi in base alle peculiarità dei singoli.

Le sensazioni più comuni che vengono riferite riguardano soprattutto uno stato di perenne e stressante instabilità emotiva, caratterizzata dall’alternarsi di euforia e speranza (tipiche del periodo ovulatorio) rapidamente sostituite da sensazioni di fallimento e depressione, alla comparsa del ciclo. A questo si aggiungono stati di ansia che si riverberano anche sulla sessualità, non più vissuta come piacere ma come banco di prova per riuscire a realizzare il proprio desiderio; sensazioni di vergogna e di colpa per la propria incapacità a diventare genitori; di gelosia verso chi riesce a vivere una gravidanza.

Di fronte a questo malessere ci si dovrebbe però chiedere se rappresenta la conseguenza o la causa delle difficoltà procreative. Infatti, tra i molteplici fattori che le determinano, bisognerebbe annoverare anche quelli psichici, legati a problematiche pregresse, in grado di agire direttamente o indirettamente sulla fisiologia degli organi riproduttivi, sul sistema endocrino, e di creare difficoltà alla vita sessuale della coppia (dispareunia, impotenza).

Il problema dunque dovrebbe essere sempre affrontato sia dal punto di vista somatico che psicologico.

Dott. V. Valentino  Specialista in Ostetricia e Ginecologia, Fisiopatologia della riproduzione

Dott. M. Marcone Psicoterapeuta  Milano  www.marcellamarcone.it