8 – In vacanza con il bebè

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Molte coppie prima della nascita di un figlio si illudono che la sua presenza non scardini troppo i ritmi della loro vita quotidiana e delle loro vacanze. È comune pensare che un bambino, dovendo abituarsi ai ritmi della sua famiglia, vada immerso fin dall’inizio nelle routine altrui. Situazioni reali o fotografie pubblicate su varie riviste, confermano questa opinione e documentano la presenza di neonati nel marsupio, in carrozzina, in braccio, in svariati luoghi più o meno affollati (ristoranti, centri commerciali, stadi), su qualsiasi mezzo di trasporto (aerei, barche, gommoni, persino in mongolfiera!!!) o portati a tutte le latitudini e esposti a tutti i climi.

Se la necessità giustifica alcune di queste scelte, non si deve pensare che non siano causa di un notevole disagio per il bebè che, almeno nei primi mesi della sua vita, ha bisogno di essere circondato da un ambiente variegato ma costante, caratterizzato soprattutto da ritmi ripetitivi, che lo aiutino a formarsi punti di riferimento stabilì. Questa costanza iniziale si rivela molto utile anche alla madre, che in assenza di troppe variabili ambientali è facilitata nel riconoscere le reazioni del piccolo, nel decodificarne le richieste, nel riuscire a soddisfarle in modo gratificante. Inutile preoccuparsi o lamentarsi se non dorme, non mangia, piange continuamente se non gli si offre, all’inizio, un ambiente tranquillo e sereno, che possa imparare a riconoscere e nel quale quindi riesca ad adattarsi. Ovviamente anche la mamma viene vissuta come parte dell’ambiente, nel senso che la sua serenità e stabilità di umore è la variabile principale tra quelle che circondano il bambino. E’ quella che mitiga o intensifica gli effetti negativi delle altre, che permette di vivere serenamente le situazioni di cambiamento, che crea la continuità quando questa manca. La stabilità psicologica della mamma la rende paziente e empatica verso il bebè, dunque la porta a scelte sintoniche con i suoi bisogni primari. Scelte di vacanze per esempio, in cui le necessità primarie del bimbo dovrebbero essere anteposte a quelle degli adulti, in un tentativo di compromesso che permetta ai genitori di assaporare la tranquillità e il riposo che anche una vacanza “a portata di bambino”  può offrire.

Ecco cosa racconta Rossella a questo proposito: “Quest’ anno l’organizzazione delle vacanze, che ho sempre vissuto come un momento piacevole con mio marito, é stata un po’ più complicata e meno serena del solito. Infatti non è stato semplice fargli capire che era assurdo, con una figlia di pochi mesi, progettare le vacanze “itineranti” che avevamo cominciato a rifare con la bimba più grande. Memore delle vicissitudini di mia cognata, bloccata per ore con un neonato in aeroporto a causa di uno sciopero, ho escluso mete lontane, per evitare sia l’aereo che lunghi viaggi in auto. Nei brevi tragitti che siamo soliti fare, di solito la piccola si addormenta, ma a volte capita che strilli per tutto il viaggio. Come la settimana scorsa, tornando dalla campagna, dove ero stata a trovare un’amica. La piacevolezza di quel pomeriggio é stata cancellata dall’ansia del ritorno: da sola, nell’impossibilità di alleviare l’inconsolabile pianto della bimba che forse aveva mal di pancia. Meglio la solita tranquilla (e forse monotona) giornata ai giardini, piuttosto che quello che era capitato, che le aveva sconvolto anche gli orari di pappa e nanna!

Mi sono detta che, se ci rechiamo in un luogo in cui la routine della cucciola non subisce troppi cambiamenti, lei é tranquilla e soddisfatta, e noi possiamo contare su qualche momento di libertà, che ci permette di dedicarci di più alla sorella, di fare una nuotata o una partita tennis. Se poi “in zona” ci fosse una nonna che si prestasse a tenerla qualche ora la sera…magari una volta riusciremmo anche a andare a ballare, giusto per non dimenticarci che, oltre a mamma e papà, siamo anche due giovani che hanno ancora voglia di divertirsi!

Per quest’anno perciò abbiamo scelto una vacanza ritagliata sulle priorità della più piccola, molto diversa da quelle a cui eravamo abituati, fiduciosi però che se ora noi rispettiamo le sue esigenze in seguito riuscirà più facilmente ad adattarsi alle nostre! “