Frida Kahlo, Radici

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Radici, 1943, olio su tela, 30,5×49,9 cm, collezione privata

Frida Kahlo (1907-1954) è una pittrice messicana, moglie del famoso artista Diego Rivera. (v. biografia in “La mia balia e io“)

Nell’opera “Radici” Frida è protagonista. Ella è sdraiata per terra con un vestito arancione, sostiene la testa con un braccio appoggiato su un cuscino bianco e dal costato aperto fuoriescono solidi rami verdi che vanno a impiantarsi nell’arido suolo circostante. Questa immagine esprime il desiderio di autoriprodursi al di fuori di sé fecondando un terreno privo di vita e aggrappandosi allo stesso con un legame bidirezionale di dare e ricevere. Il collegamento, l’aggancio al suolo, rappresenta non solo l’autoriproduzione, ma anche il legame massimamente intimo, addirittura organico con l’immortalità del creato. Dal costato aperto non sgorga il sangue che spesso appare nelle tele della Kahlo e che talvolta fa pensare ad una martire. L’immagine è perfettamente naturale e il viso di Frida, spesso rappresentato contratto dalla sofferenza fisica o rabbuiato dal dolore, dalla solitudine e dalla paura, in quest’opera è radioso ed emana serenità e dolcezza come se ella fosse completamente appagata e si sentisse vicina alla perfezione e all’eternità. L’opera è stata dipinta nel 1943 quando Frida aveva 36 anni, ma il volto radioso, il sorriso spensierato, i capelli sciolti e liberi, il corpo rilassato e morbido trasmettono l’immagine di una Frida bambina che ha ritrovato la sua infanzia e la sta rivivendo diversa da quella che fu, cioè serena, sicura e indolore.

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