La fasciatura del bebè

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La fasciatura del bebè è una pratica antica che troviamo in ogni cultura, un modo tradizionale usato da tutti i genitori del mondo per mostrare il proprio affetto al nuovo nato.
Il nostro bebè si sviluppa in un ambiente confortevole, caldo e limitato come l’utero materno, nel quale si sente curato e protetto.
Dopo 9 mesi viene catapultato in un mondo immenso, senza le capacità ed i mezzi per poterlo percepire bene né capire, cosa che lo fa sentire naturalmente stressato, insicuro ed in pericolo.
Con la pratica della fasciatura andiamo a simulare una realtà a lui più familiare, limitando lo spazio da lui percepito e rassicurandolo, senza causargli alcun danno.
Anche se può sembrare una tecnica esagerata per una creaturina tanto fragile, se praticata con la giusta cura non ha alcun rischio per lui ed ha moltissimi benefici, aiutandolo anche a sopperire a delle sue mancanze che ancora non è in grado di colmare.
Oltre a far sentire il bimbo più sicuro e protetto, col giusto tessuto possiamo aiutarlo a mantenere la temperatura ideale, cosa problematica per un bimbo nei primi mesi di vita: andremo ad usare tessuti lisci, possibilmente una mussolina di cotone, naturali e delicati, lavati con detersivi non aggressivi, possibilmente non profumati e senza ammorbidente, così da evitare irritazioni, eruzioni cutanee e reazioni allergiche.
Possiamo sfruttare la calma indotta da una buona fasciatura anche per accompagnare il bimbo nei momenti più delicati, come la nanna e le prime pulizie, per consolarlo se mal sopporta il bagnetto o i lavaggi nasali e per dargli sollievo quando ha le coliche.
Dopo la nascita, si può dire che il bambino attraversi una seconda gestazione, durante la quale prende coscienza di sé stesso e del mondo che lo circonda molto gradualmente e con una certa paura.
Cercherà quindi sempre il contatto con i genitori, soprattutto la mamma, il calore e la contenzione, in modo da rievocare le sensazioni vissute prima della nascita e poter studiare questa nuova realtà sentendosi al sicuro.
E’ importante insegnare al bambino a dormire in culla, separato dalla madre ma nella stessa stanza, evitando di farlo dormire nel lettone per ragioni di sicurezza. Dopo averlo fasciato bene possiamo farlo addormentare cuore a cuore, per poi trasferirlo nella sua culla, se necessario usando un riduttore.

Per fasciarlo, stendiamo bene una mussolina di cotone pulita a forma di rombo, evitando di lasciare pieghe di tessuto, ripieghiamo la punta superiore su sé stessa  ed adagiamoci su il bimbo.
Facciamo aderire il braccio al corpo e ripieghiamo la mussolina per iniziare a fasciarlo; ripetiamo l’operazione con l’altro braccino e fasciamo col lembo inferiore, per poi chiudere la fasciatura col lembo laterale avanzato.
Per confortarlo ed evitare di stressarlo, assicuriamoci di non avere le mani fredde, manteniamo sempre il contatto fisico e visivo ed accompagnando la pratica con carezze e parole dolci e rassicuranti o una cantilena.
Muoviamoci con un ritmo lento e costante, senza movimenti bruchi o improvvisi e valutiamo sempre le reazioni del nostro bimbo: quando inizia a stressarsi potrebbe muovere gli arti, corrugare la fronte e lamentarsi o piangere.
Adattiamoci quindi al modo in cui lui vive l’esperienza e cerchiamo di rendergliela il più semplice e piacevole possibile.
Oltre a pensare al benessere che porta al bimbo, non dimentichiamo quanto benefica possa essere per il genitori: migliorerà il vostro sonno, ridurrà lo stress facilitandovi il lavoro ed aiuterà a rafforzare il legame col papà nei primissimi mesi in cui il bimbo cerca principalmente le sensazioni materne, alleggerendo così il carico della mamma e favorendo lo sviluppo di una realtà familiare sempre più unita, rilassata e felice.

Giulia Capilli puericultricegiulia@libero.it
Pagina facebook ed Instagram: puericultricegiulia

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