Contraccezione e allattamento (terza parte)

cfr. Contraccezione e allattamento (seconda parte)

La contraccezione in allattamento deve tenere conto di due importanti fattori: la sicurezza contraccettiva materna, importante per mantenere una corretta distanza fra le gravidanze, e la salute del neonato.

La contraccezione orale è la più efficace e sicura ma gli estrogeni interferiscono con la produzione di latte, alterando durata e quantità della produzione.

Possibile invece l’utilizzo di una pillola contenente solo progestinico (POP): il desogestrel.

Per le donne che non volessero o avessero difficoltà nella assunzione quotidiana di compresse può essere preso in considerazione l’impianto sottocutaneo: impiantato sotto la cute del braccio dallo specialista, rilascia un altro progestinico: l’etonogestrel per tre anni.

La IUD al progesterone può essere utilizzata a partire dalla 6^ settimana post partum. Gli studi hanno documentato un passaggio molto piccolo del levonorgestrel ( l’ormone utilizzato per la medicazione della spirale): inferiore allo 0,1%. Gli studi effettuati non hanno mostrato alcun effetto negativo sulla crescita del neonato e sulla sua salute. ( Shaamash et al.Contraception 72, 2005).

Le concentrazioni di progesterone nel sangue materno si sono rivelate inferiori a quelle osservate nel corso di utilizzo di pillola progestinica (desogestrel) e di impianto sottocutaneo ( etonogestrel)

L’inibizione della fecondazione si realizza a vari livelli: le modifiche del muco cervicale rendono difficoltosa la risalita degli spermatozoi e creano inibizione della “CAPACITAZIONE” attraverso la quale gli stessi acquisiscono la capacità di penetrare la cellula uovo durante il loro percorso nelle vie genitali femminili. Il progesterone rilasciato nella cavità uterina sopprime la crescita dell’endometrio, che è il tessuto deputato all’accoglienza dell’embrione.

I sanguinamenti uterini potrebbero essere irregolari nei primi tempi l’inserimento, scivolando, in una significativa percentuale di donne, in mancanza di flusso o mestruazioni lievi e poco frequenti.

La presenza in circolo di progesterone può creare in donne particolarmente sensibili e soprattutto nei primi tempi: tensione mammaria, problemi dermatologici, mal di testa, secchezza vaginale, il tutto in genere di lieve entità.

Va sottolineato come sia importante anche in questo momento la personalizzazione della scelta contraccettiva: il medico valuterà eventuali controindicazioni e accompagnerà la donna nella scelta.

Dott. G Maggi   Milano

Medico specialista in Ostetricia e Ginecologia, Endocrinologia Sperimentale, Omeopatia, Medicina Integrata

PAROLE CHIAVE: impianto sottocutaneo, pillola progestinica, contraccezione in allattamento, IUD medicata, spirale medicata, etonogestrel, desogestrel, levonorgestrel